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piatto · N°007

in fondo è solo una frittata

Kaiserschmarrn · c/o Demel
Vienna gennaio 2026 1 min
Kaiserschmarrn

Pezzi strappati a mano, irregolari, alti, coperti di zucchero a velo che sotto la luce sembra neve appena caduta. Di fianco una coppetta di composta di prugne, scura, lucida, con dentro ancora le bucce.

La prima forchettata è un pancake molto spesso, solo strappato invece che tagliato. Dentro è umido, pieno, saporito, non c'è un angolo asciutto. La crosticina ai bordi esiste ma è lievissima, quasi non c'è, si scioglie subito e lascia solo la parte morbida. Mastico piano, è più sostanzioso di quanto la nuvola di zucchero facesse pensare.

La composta di prugne arriva dopo. È dolce, scaldata appena, tiepida contro il freddo dello zucchero a velo. Non corregge niente, accompagna, smorza la dolcezza secca della frittata con una dolcezza diversa, più rotonda, di frutta cotta.

Cinquanta minuti di fila per arrivare a questo. E mentre mangio mi dico che in fondo è una frittata. Buona, ricca, ma una frittata dolce fatta a pezzi. Intorno però c'è una sala che mi mette in soggezione, oro ovunque, una ricchezza che quasi mi fa sentire fuori posto su questo tavolino minuscolo. Mangiare una cosa così semplice in mezzo a tanta grandezza mi dà la sensazione di compiere un piccolo peccato, come se non fosse previsto che qualcosa di tanto umile stesse tanto comodo qui dentro. Continuo lo stesso, una forchettata dopo l'altra, finché sul piatto resta solo lo zucchero.