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piatto · N°008

rotondo, e la pasta si sente ancora

Trofie al pistacchio · c/o Fontana Murata
Maletto giugno 2026 1 min
Trofie al pistacchio

Le trofie sono corte, attorcigliate, e arrivano vestite di verde: olio, granella di pistacchio, e un pesto di pistacchio che le lega senza affogarle. Niente più di così.

Il condimento è rotondo. Non urla pistacchio come fanno le cose pensate per la foto. È sapido, cremoso, pieno, ma sta un passo indietro, lascia spazio. La cremosità non viene dalla panna, viene dal pistacchio stesso, dal suo grasso, e si sente.

E si sente anche la pasta. Non è di quelle che spariscono sotto la salsa, di quelle che si potrebbe sostituire con qualsiasi altra forma senza accorgersene. Tiene, ha corpo, ha un gusto suo, e a ogni boccone non c'è solo il pistacchio, c'è anche lei sotto.

Il pistacchio è di Bronte, e non poteva essere altrimenti, Bronte è qui di fianco. Ma il punto non è la provenienza. Il pistacchio di Bronte è diventato una specie di bandiera, lo mettono ovunque, su tutto, spesso solo per poter dire che c'è. Qui no. Qui è dosato, sta al suo posto, e il piatto è più buono proprio perché qualcuno ha avuto la sicurezza di non esagerare. Far sentire ancora la pasta, sotto il prodotto più chiacchierato dell'isola, è una scelta. E si sente che è una scelta.